Una notte fredda di gennaio
Perché proprio non capisco quello che tu mi hai fatto, in una notte fredda di gennaio. Non lo capisco proprio ché sto qui a chiedermelo. Saranno i tuo occhi che si avvicinano, quando facciamo l’amore, sarà quella testa piegata all’indietro, sul bordo del letto. Saranno quegli occhi che si avvicinano, che prima erano grandi e lontani ed ora sono piccoli, e si incrociano in mezzo al naso, il mio naso, e mi attraversano. Quando facciamo l’amore, saranno loro. Sarà il tuo modo di chiamare dio, quando invece sono io. Sarà il modo in cui poi prendi dall’armadio il pullover da metterti addosso, ché hai freddo, in punta di piedi, dall’anta più alta, che ti si vede il culo e io penso che lo fai apposta a non trovare il pullover. Io penso che lo fai apposta a farmi vedere il culo. Penso anche che lo fai per me, a prendere il pullover, quello più lontano, in fondo l’armadio, e ti arrampichi sui mobili e mi fai vedere il culo. Mi piace guardarti, con la luna che ti illumina dalla serranda rotta. Ché piace pure alla luna guardarti, penso. Perché proprio non capisco quello che tu mi hai fatto. Se lo capissi, quello che mi hai fatto, non sarei qui a chiedermelo. Se lo capissi, quello che mi hai fatto, forse non mi piaceresti più. Ti prego, non dirmi mai quello che mi hai fatto in una notte fredda di gennaio. Non mi piaceresti più.
(Foto originale qui)

































gennaio 13, 2010 ore 22:08
Sarà il tuo modo di chiamare dio, quando invece sono io.
bellissima.
e sì, a volte voi uomini siete così vicini a Dio che nemmeno ve ne rendete conto.
gennaio 14, 2010 ore 10:27
Io invece mi meraviglio di come anche il più spinto gnosticismo possa, a volte, essere bypassato da una altrettanto spinta sessione di buon sesso
gennaio 15, 2010 ore 00:54
Qualsiasi cosa può essere bypassato da una spinta sessione di buon sesso.
E complimenti per il pezzo.
gennaio 20, 2010 ore 09:25
Davvero molto bello.
gennaio 22, 2010 ore 12:36
Sì, a costo di banalità mi associo, davvero un bel pezzo.