Pigramente in viaggio

Scritto il 7 dic, 2010

Pigramente in viaggio

La pigrizia è una specie particolare di testardaggine. Io sono pigro e testardo. Potrei dire solo che son testardo, ma dico invece che sono pigro e testardo perché i pigri sono testardi particolari. Dire che si è pigri e testardi è un modo per affermare un certo tipo di unicità.

Essere pigri non è intestardirsi a voler restar fermi a far nulla, sia chiaro. La pigrizia è una specie particolare di testardaggine ma non è indolenza o intolleranza verso il movimento, l’azione. La pigrizia è piuttosto quel tipo particolare di testardaggine propria degli esseri che detestano mettersi in moto o, ugualmente, fermarsi. Il pigro è un testardo particolare perché di questa inappetenza a iniziare le cose, o a terminarle, ne fa una suprema ragione di vita, un modo di essere.

Non è perciò l’azione in sé che scombina il pigro e ogni impedimento, reale o immaginario, ogni ricerca andata a buon fine di un motivo che possa sconsigliare di mettersi in moto, ogni ostacolo che si frapponga fra esso e l’azione, diventa per il pigro una fonte di sollievo e contentezza. Il pigro trova soddisfazione nel non iniziare quando gli altri nel contrario.

Queste considerazioni assalgono il pigro quando è in viaggio. Il viaggio, per il pigro, è una ricerca di motivazioni contrarie andata male. Per il testardo una sconfitta senza rivincita. Quando un pigro è in viaggio, egli resterebbe così per sempre solo perché, il fastidio procurato dal dover decidere, prima o poi, di fermarsi, lo ucciderebbe.

2 Commenti

  1. Arrivo qui per caso, perdendomi, come sempre, ma anche questo in fondo è un viaggio.
    E ci metto un pezzo a decidermi se scrivere, come quando si tratta di buttarsi in piscina e si sta lì, due minuti, anche dieci, fissi, gli alluci che abbracciano il bordo, a guardare l’acqua finchè davvero non ti chiama.
    Esito. So che una volta in acqua non vorrei più uscirne. E se scrivo potrei non smettere.
    Il dolore sta sempre nel passaggio da uno stato all’altro.
    Pigrizia e testardaggine non sono che gli estremi di questo elastico teso.
    Esiterò un poco, ora, prima di congedarmi.
    (ma lo farò in silenzio e in bianco)

    tua solidale.

  2. Grazie per il bel commento

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