Mindscape n. 1579432

Scritto il 23 Ago, 2018

Mindscape n. 1579432

Sei successa come succede l’estate, senza avvisare, sei arrivata di sera al fresco degli alberi in piazza e mi sei esplosa tra le mani, le gambe, la faccia, il petto e non c’è stato nulla da fare. Hai preso il sopravvento sui pomeriggi e sulle sere, hai riempito di occhi gli occhi, di carezze le mani e di parole il tempo lento, veloce da consumare perché di tempo non ce ne stava. Abbiamo giocato a incastrarci, a nascondere gli sguardi come fanno i bambini con la faccia seria per scherzo, a inventare mosse per dar scacco al Re, al gioco del silenzio e a nascondino. Come i pesci ci siamo lasciati trascinare dalla corrente, per sbattere l’uno contro l’altro e finire a ridere aggrappati alle onde.
Sei stata paziente quando dovevi, risoluta quando necessario, dolce sempre, bella quando non me lo aspettavo.
Qui l’estate lo capisci che finisce quando a mezzogiorno si gonfiano le nuvole sul golfo, verso Taranto. L’estate delle nostra terra in questo è gentile, nella sua fine, ti chiede di prepararti, ti avvisa, ti dà il tempo di raccogliere le tue cose e prendere strada per trovare riparo dal temporale. Io non ho avuto tempo di prepararmi a te, sei cominciata e finita all’improvviso, come estate di montagna, ora sei passata e al tuo posto la pioggia, implacabile, mi sussurra che forse ci ritroveremo l’anno che viene. O forse no.

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