Chissà poi se hanno giocato il Superclásico

Scritto il 26 Nov, 2018

Chissà poi se hanno giocato il Superclásico

Ho una grondaia appena sotto la finestra della camera dove dormo. Durante le notti di pioggia, d’inverno, le gocce cadono piano e fanno un rumore come un crepitio soffice di fuoco di rami secchi e dentro sembra scaldarsi al fuoco immaginario di questo falò d’acqua. Tutto è morbido, le coperte sono rosse, la luce è gialla, il cielo scuro mai scuro della città avvolge i palazzi e non c’è sguardo che possa penetrarlo, vedere gli esseri che vivono aldilà, oltre il cielo, oltre le nuovole, come te. E non riesco a guardarti e ho sfumato i lembi del tuo corpo e mi pari un essere liquido, danzante, sconfinato, solo i tuoi occhi sono precisi, tondi, azzurri, in mezzo al disastro. È a loro che mi aggrappo per non cadere, un uomo aggrappatto agli occhi in mezzo al nulla, quanto basta per impazzire, quanto basta per essere felice. Pioverà ancora, ne sono certo.

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