La prossima volta

Scritto il 5 Gen, 2019

La prossima volta

Vorrei saper scrivere di corse di cavalli e sbronze colossali come Bukowski, oppure di mio padre, del fallimento della vita come Fante, di prigione, del male incarnato e del dolore come Bunker, di calcio e rivoluzione come Soriano o della gente perbene, come faceva Carver ma non ne sono minimamente capace. La mia scrittura affonda e si solleva solo in quel che scuote il corpo.  Il mio corpo. 
I personaggi son sempre gli stessi. Io. Un tedioso uomo che invecchia, cedevole alle passioni, tendente al melodramma, al gesto teatrale, che si lascia consumare dal tempo e dal paesaggio, da amori diversi eppure sempre uguali, sentimenti come malattie, ricorrenze di cura e sofferenza. Una noia, insomma.
Portatemi a bere, all’ippodromo, datemi un padre, rinchiudetemi in gabbia, prendetemi a pugni, fatemi vedere il lato oscuro della luna (ora si può!), datemi un cuore nuovo, un pallone, l’MDMA, l’ironia e la leggerezza e soprattutto dite a mia madre che la prossima volta voglio nascere femmina.

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