La casuale o forse no presenza di Benicio Del Toro nella mia vita

Scritto il 9 Gen, 2019

La casuale o forse no presenza di Benicio Del Toro nella mia vita

Sono giorni ruvidi, giorni indecisi, dispari come il mese di Gennaio, in bilico tra il nuovo che stenta a cominciare e il vecchio che non va via, arruffati come la coperta che tengo sul letto, ché non si sa mai se è caldo o freddo durante la notte.


Sono raffreddato, la colpa è di una serata da bar e dal tempo mite, di un giro in moto col vento addosso e troppo pochi vestiti. Non dormo bene e mangio dal cinese di Viale Abruzzi. La sera, dopo il lavoro, vedo film già visti. Per carità, film belli di alcuni anni fa: Savages di Oliver Stone e Snatch di Guy Ritchie. In tutti e due, ci penso ora, c’è Benecio Del Toro, un gran figo da giovane ora un po’ meno ma sempre un bell’uomo.

Succede così quindi (uno un po’ distratto magari non se ne accorge) che invece di vivere ti sto aspettando. Che per dormire, mangiare, vedere nuovi film, cambiare le lenzuola, aprire la bottiglia di vino buono ti sto aspettando.

Vedi di passare, allora, di non sbagliar strada, di stare di buzzo buono quando arrivi, di portarmi un regalo, di farmi da mangiare, di versarmi un bicchiere e tener da parte le novità da raccontare, di stancarmi per farmi riposare e poi, prima di andar via, ricorda di prendere il pettine dalla doccia, quei due maglioni scuri dall’armadio e infine il desiderio che hai sparso per casa, così che io non vi inciampi mentre sei lontana. Portati via anche Benicio Del Toro. Vai via presto, così che possa tornare alla mia vita di sempre ma sbrigati, lunedì inizia la nuova stagione di True Detective e ci sta uno sbirro di colore e siamo nel sud di una America razzista più che mai

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