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La mezza stagione.

Scritto il 14 feb, 2012

La mezza stagione.

Sei la terra profumata che manca sotto i piedi, la fredda risacca del mare che rincorre le caviglie, sei la sabbia calda d’estate che punge le ginocchia, la palla che rimbalza strana sulle cosce di un bambino per strada. Sei il caldo di cui ho bisogno sotto la pancia. Sei la mezza stagione. Sei la colazione a letto, il caffè caldo, lo zucchero a velo della brioche che imbianca il petto tra le lenzuola del sabato mattina. Sei la frase più bella di Walt Whitman, sei la chitarra all’inizio di quel pezzo dei Massimo Volume, sei quella notte di maggio a Madrid, il cielo azzurro sopra Berlino, un piano-sequenza di Wim Wenders, il cappello buffo di una maschera di...

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Te ne sei andata la vigilia di Natale.

Scritto il 26 dic, 2011

Te ne sei andata la vigilia di Natale.

È un anno esatto che non ci sei più. Te ne sei andata la vigilia di Natale. Il tempo di arrivare su in città per infilare le ultime ore di lavoro, il panettone e il prosecco e gli auguri che tu già non c’eri più. Dovevi aver qualche problema in testa per mollarmi la vigilia di Natale. Dovevo averne io di problemi se mi hai mollato la vigilia di Natale. Dopo ho provato a rimediare in qualche modo ma non c’è stato nulla da fare. Io avevo le mie colpe, le solite di ogni uomo. Scarsa attenzione ai particolari, nessuna voglia di rattoppare le ammaccature della vita, notti passate al freddo e giornate a tirare avanti rimandando sempre a domani tanto...

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La storia di come si ruppe il tempo.

Scritto il 4 set, 2011

La storia di come si ruppe il tempo.

Aveva dei pantaloni stretti in vita e indossava una maglietta bianca altrettanto aderente che le metteva in mostra il piccolo seno e le anche sporgenti. Io ero seduto mentre lei si dondolava proprio di fronte alla mia faccia. I capelli erano scuri, non neri, e cadevano sulle spalle da una parte, raccolti in un’onda precaria che si disfaceva sotto il mio sguardo. Il suo viso ospitava degli occhi grandi e verdi e un naso importante e le labbra, quelle erano giuste, niente da dire. Era alta, me ne accorsi dopo, quando si mosse verso la gente che affollava il vagone del metrò. In media dava ad ognuno una decina di centimetri. Era indubbiamente bella, pensai, e stava...

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Pelle allungata

Scritto il 6 lug, 2011

Pelle allungata

(Posizione) Mi chiese cosa avessi lì, poggiandomi la mano sul fianco sinistro, poco sopra la cresta iliaca. (Cause) Le risposi che non era niente ma lei, incuriosita, accese la piccola lampada sul comodino. S’era fatto scuro da poco in quella estate lenta, e ci eravamo afflosciati sul letto lasciando che il cielo imbrunisse pigramente alla finestra. Era la prima volta che stavamo insieme e non avevo intenzione di turbare la quiete del momento rispondendo a quella domanda inaspettata. La storia violenta che aveva segnato quella porzione del mio corpo non pareva adatta alla situazione, soprattutto perché c’era lei, un’ex fricchettona sorridente e morbida, ancora...

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Finché non resta niente.

Scritto il 9 mag, 2011

Finché non resta niente.

Ad un certo punto capisci di aver perso un sacco di tempo perché hai sempre cercato nel posto sbagliato le cose sbagliate. Le cose buone e belle, quelle giuste per te, il tempo esatto, i pensieri lisci. Ti convinci che siano belli gli animali scolpiti nelle fontane di alabastro che zampillano acqua nei giardini arabi, quelli che appaiono per consonanza con il resto, o che risaltano per contrasto in mezzo allo scuro delle piazze cittadine. Poi, un bel giorno, ti accorgi che l’amore non sta lì di casa, da mai. L’amore sta nelle cose inesatte, in quelle storte, in quelle che non c’entrano niente. Ti sorprendi, così, d’un tratto, ad ammirare gli...

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Carta da musica e suono di bilancia

Scritto il 25 apr, 2011

Carta da musica e suono di bilancia

Don Antò, voi lo sapete, io non so fare molto, il mestiere mio è la musica, quella capisco. L’ho imparata da mio nonno, primo clarino al teatro San Carlo. Voi siete un poeta, invece, uno che ha studiato e ci sa fare con le parole. Siamo due che nella guerra possiamo combinare poco, se non nulla. Io tengo paura pure del vento leggero che scende alla sera da Capodimonte, figuriamoci di quest’aria insopportabile mischiata di piombo, polvere e fuoco. Da soli non possiamo fare niente in questa confusione, al massimo comporre una marcetta. Non ridete Don Antonio, sto parlando seriamente. Pure una canzone può aiutare a fare la guerra a chi altro non tiene. “Femmine,...

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