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http://forage.beedance.com/

Scritto il 12 mag, 2018

http://www.anlc.it/wp/index.php?s=riportatore&sbutt=Vai

– Ti posso fare una domanda? – Spara. – Quante ore della settimana dedichi alla tua forma fisica? – Ma che domanda è? – Una domanda come un’altra. – A me non sembra ma comunque se consideriamo anche le birre diciotto. – Ma sarai mica scemo? – Hai detto una sola domanda. Era una serata da baciarsi ieri, da bagnarsi insieme sotto quella pioggia che inizia quando esci dall’ufficio e finisce giusto quando arrivi a casa bagnato fradicio e finalmente puoi fare una doccia calda e mettere in lavatrice quel jeans che sono mesi che indossi ma noi non facciamola finire mai questa pioggia, non torniamo mai a casa, ché i campi ne...

http://stevenleeconsulting.com/the-academic-writing-process-pdf/

strong transition words for a persuasive essay

Scritto il 7 mag, 2018

La domenica a Milano

– Ma tu scrivi? – Scrivevo. Ma che ne sai tu? – Ho trovato il tuo blog. – Ah, pensavo di averlo tolto dalla circolazione. – E invece no. Beh, scrivi o scrivevi bene, cioè, per essere un programmatore. – Guarda che i programmatori devono scrivere bene per contratto. – Sì, vero. – Certo che è vero. – Sempre modesto tu. – Sempre. Sono solo le quattro di pomeriggio di una domenica milanese come solo la domenica milanese sa essere, coi turisti scollati sul naviglio, gli spritz-campari, il mercatino, il tempo incerto che ti tiene ancorato alla città ma col pensiero per le estati del sud, per il cibo...

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È autunno, ma pensavo peggio.

Scritto il 23 set, 2015

È autunno, ma pensavo peggio.

Vorrei fotografarti ovunque, per strada di notte mentre cammini sotto la luce arancio dei lampioni, in controluce sulla finestra delle scale, mentre scendi e mentre sali, anche in ascensore, su Corso Genova quando piove, attraverso la vetrina di quel bar che ti piace tanto, le mani, i piedi, la faccia, la pancia ogni dettaglio del tuo corpo e come i magneti sul frigo farti a pezzi e poi ricomporti nella mia testa quando non ci sei, montarti e smontarti e combinarti con il sapore del vino, con quel giro sulla ruota panoramica e il mare, ricordare il tuo odore, basilico sugli spaghetti al pomodoro e sapere che ci sarai ogni volta che torno e che io ci sarò per te come non...

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Quattro stagioni.

Scritto il 10 set, 2015

Quattro stagioni.

Era inverno quando entrasti nel locale per la prima volta. Faceva freddo e indossavi un cappotto giallo che finiva appena sotto le ginocchia. Anche se ero impegnato a fare altro – non ricordo cosa – era impossibile non notarti con quegli occhi sereno-variabile e il biondo dei capelli. Ti fermasti dall’altra parte del tavolo a parlare con un’amica, e la luce bianca del neon appiattiva i tuoi colori accesi, insoliti e inaspettati per l’autunno inoltrato. All’improvviso, ti voltasti sovrappensiero verso di me e la ciocca di capelli che ti copriva il viso fece scivolare fuori una guancia segnata da una lunga cicatrice che disegnava un...

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Inshallah

Scritto il 12 mar, 2015

Inshallah

Ho incontrato una ragazza, la faccia più antica del mondo, più vecchia della Mesopotamia e del primo governo Giolitti messi insieme, gli occhi grandi come quei calici di vino che bisogna far respirare, tannici e scuri come la notte, gli zigomi più larghi delle spalle di Atlante, che la terra e il mare ci stanno sopra comodi e i capelli neri, confusi sulla fronte come la migrazione delle anatre. Ha un cappotto di panno a quadri, anche, e domani parte per un posto lontano, ma torna, dice, inshallah. Io l’ho baciata sulla bocca. Non si sa mai. (foto di Nima Fatemi) Share on...

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Epilogo inaspettato per scene di gelosia da cult movie

Scritto il 26 feb, 2015

Epilogo inaspettato per scene di gelosia da cult movie

Allora io la sento questa cosa, quando torno verso casa di sera per le strade di Milano, e alla fermata del metrò di Porta Venezia ci sono i capannelli di andini ubriachi che si passano bicchieri e si insultano, ridendo, nel loro spagnolo altalenante di montagne e biascicato di nostalgia, che sono geloso di te, che passi tra i tavoli coi tuoi piccoli occhi blu e quel culo di meravigliosa solarità e che quando non ci sono io ci saranno altri occhi e pensieri che hanno pensato e visto quello che io ho pensato e visto e che quella carezza dietro al collo, servita tra una pietanza e l’altra, possa agitare la carne di un altro come me. Ecco, questa cosa mi manda ai...

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