Sogno la sveglia che suona. Sogno che mi sveglio. Ho ancora qualche minuto, mi riaddormento, tanto è un sogno. A chi non è mai capitato almeno una volta? Mi risveglio di soprassalto (oddio, soprassalto) consapevole che la sveglia ha suonato per davvero. Un classico. Guardo l’orario e sono in ritardo spaventoso per il lavoro. Bestemmio e mi rassegno contemporaneamente all’evidenza ma intimamente me ne fotto. Esco sconsolato dalle coperte, stanco, eppure ieri sera non ho fatto particolarmente tardi, sarà che non ho metabolizzato ancora il cambio d’ora. Sarà quello, mi dico. Mi dirigo verso la macchinetta del caffè, la metto a scaldare e intanto tengo d’occhio...
LeggiC’ho il nervosismo, quello del tempo che passa, quello che lei in questo tempo non c’è, quello che ti prende alla sprovvista la mattina presto e non te lo togli di dosso per tutta la giornata, quello dei film visti e rivisti, della cucina per non pensare, della musica hardcore allo stereo, del mi faccio la barba e i capelli e il caffè, del mi vesto bene e resto seduto sul divano, quello di un’altra sigaretta, dell’adesso la chiamo ma no non la chiamo, del nervosismo che mi mette nervosismo, del pensiero fisso, del che non me lo ricordo l’ultima volta che ero così nervoso avrò avuto vent’anni, dell’ultima volta che ho avuto...
LeggiCi sono momenti, come questo, che vorrei fare delle cose come fotografare gli inutili dettagli della vita per far capire ai passanti quanto i dettagli siano importanti, il rosso acceso e il verde smeraldo, o disegnare ad olio il corso di un fiume senz’acqua e con le pietre bianche, solo per dire ai pescatori di tornare a casa. Vorrei attaccare bottone con la gente per poi andar via frettolosamente come se fossi in ritardo per prendere un treno grigio che non esiste. Vorrei anche uccidere il venerdì, sputare in cielo e dire che piove, andare per andare, sragionare, leccare il collo delle donne coi capelli scuri, mangiare e bere fino a star male, negare...
LeggiE’ da tempo ormai che faccio cose che non voglio fare. Ho questa cose delle cose che non voglio fare che veramente è così penosa da togliermi l’appetito. Io, che una cosa non la voglio fare, la capisco dall’assenza di appetito. Il mio appetito lo sento che se ne sta lì sotto, schiacciato dalle cose che non voglio fare e si muove in fondo allo stomaco, scalpita, spinge per uscire, per venire su, ché l’appetito è una cosa viva che se ne sta sotto alle cose morte che non voglio fare. Sepolto sotto questo cumulo di cadaveri di cose che non voglio fare, il mio appetito è lontano, come fosse in un altro stomaco. Il mio appetito, quindi, non è...
LeggiMischiami la tristezza, tu che puoi. Non ti chiedo di togliermela, perché ci sto bene con la mia tristezza, confondimela solo, ti dico, perché sempre la solita tristezza mi rattrista un poco. Voglio una tristezza nuova, una di quelle con la colonna sonora di chitarra acustica e voce nasale, voglio una tristezza con gli accordi blues e l’armonica a bacca e i neri d’Alabama sparsi tutt’attorno. Coprimi la tristezza con una tristezza più grande che non c’entra nulla, dammi una tristezza che fa a botte con la mia, per strada, urlando, così posso scommettere su chi perde col messicano alla porta del negozio di liquori. Vienimi a prendere in...
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