Planet Terron

… a sud di Santa Monica.

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Scritto il 26 Ott, 2014

La calma del sugo

Da freelance mi capita molto spesso di lavorare il sabato e la domenica. Tra una corsetta al parco, una lavatrice e la spesa, ogni tanto riesco a trovare il tempo di fare il “sugo” terrone, quello tosto per le orecchiette. Mentre sono lì a lavoro e sento alle spalle la pentola che borbotta e i primi profumi salgono caldi nel naso, inizio a percepire un peso leggero sulla spalla, come la mano di una presenza che sa d’antico e che viene da molto lontano. Per me è il tocco lieve e sicuro degli avi, la carezza di mia nonna e di mia madre, che vogliono rassicurarmi. Così, un po’ penso che questa cosa che sto facendo, nella sua semplicità, è...

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Crudele e inevitabile come la deriva dei continenti.

Scritto il 19 Ott, 2013

Crudele e inevitabile come la deriva dei continenti.

Le persone che voglio io sono lontane circa settecentomila iarde, trecento anni luce, dodici milioni di vasche rana, fantastigliardi di circumnavigazioni del tunnel di neutrini, quello che dal Gran Sasso arriva in Svizzera, se non sbaglio. È iniziato come la deriva dei continenti, una di quelle cose che segnano la storia, che i nostri figli leggeranno sui libri di scuola, questo distacco crudele e inevitabile di terre emerse che si allontanano. Uno rimane su una sponda, diciamo l’Africa, e uno in Brasile. Che ora si chiamano così, ma prima? Non si sa di preciso che dire. Ciao, sono qui, do due calci al pallone, guardo il mare, e tu? Tutto questo casino...

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Dire la verità è da stupidi

Scritto il 29 Apr, 2013

Dire la verità è da stupidi

– Cosa sono quei lividi? – Sono caduto. – Cosa sono quei lividi di morsi? – Sono caduto in un acquario di murene. – Cosa cazzo sono quei lividi di morsi col rossetto? – Va bene. Le murene erano femmine ma giuro, da fuori non sembrava. Share on Facebook

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Biscotti per il latte, tipo bucaneve.

Scritto il 18 Feb, 2013

Biscotti per il latte, tipo bucaneve.

Se non ti conoscessi, se non ti avessi mai vista, se non avessimo deciso di incontrarci di sfuggita quel pomeriggio freddo di neve, sarebbe stato molto più semplice trovarti per caso, in qualche posto di questa città che, alla fine, non è poi così grande come si pensa, e avremmo potuto amarci. Sarebbe potuto capitare al supermercato. Mentre faccio la spesa, tu saresti potuta essere la gentile signorina prima di me alla cassa che, vedendomi con un solo prodotto, un prodotto naturalmente molto imbarazzante come la carta igienica o, peggio, le spinacine, mi avrebbe invitato a passare avanti. Io avrei declinato, cortesemente, e sarei rimasto lì a pensare a lei,...

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Te ne sei andata la vigilia di Natale.

Scritto il 26 Dic, 2011

Te ne sei andata la vigilia di Natale.

È un anno esatto che non ci sei più. Te ne sei andata la vigilia di Natale. Il tempo di arrivare su in città per infilare le ultime ore di lavoro, il panettone e il prosecco e gli auguri che tu già non c’eri più. Dovevi aver qualche problema in testa per mollarmi la vigilia di Natale. Dovevo averne io di problemi se mi hai mollato la vigilia di Natale. Dopo ho provato a rimediare in qualche modo ma non c’è stato nulla da fare. Io avevo le mie colpe, le solite di ogni uomo. Scarsa attenzione ai particolari, nessuna voglia di rattoppare le ammaccature della vita, notti passate al freddo e giornate a tirare avanti rimandando sempre a domani tanto...

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Dioritmo.

Scritto il 30 Mar, 2011

Dioritmo.

Sogno la sveglia che suona. Sogno che mi sveglio. Ho ancora qualche minuto, mi riaddormento, tanto è un sogno. A chi non è mai capitato almeno una volta? Mi risveglio di soprassalto (oddio, soprassalto) consapevole che la sveglia ha suonato per davvero. Un classico. Guardo l’orario e sono in ritardo spaventoso per il lavoro. Bestemmio e mi rassegno contemporaneamente all’evidenza ma intimamente me ne fotto. Esco sconsolato dalle coperte, stanco, eppure ieri sera non ho fatto particolarmente tardi, sarà che non ho metabolizzato ancora il cambio d’ora. Sarà quello, mi dico. Mi dirigo verso la macchinetta del caffè, la metto a scaldare e intanto tengo d’occhio...

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