… poesie che quando le leggi dici bah.
Rivoluzione borghese, costituzione sovrana, democrazia rappresa, rappresaglia democratica, un plateau di cazzate. I vecchi ingrassano e zeppano le ambulanze di ventricoli otturati, i giovani a combattere l’acne. Resistenza armata al tavolo del bar. Birra calda, arachidi senza sale, negroni sbagliati. L’estate impazza. Pazza l’idea di far l’amore con lei, amore bangingiamping accartocciati nell’etere a molle, elastico orgasmico vergininvolo e angeli ubriachi di aperol-soda. Posso trovare momentaneo sollievo? Ah, ma oggi dico basta! Che bel giorno per impugnare un revolver, colpoincanna, manoferma, occhifissi. Un proiettile un uomo,...
LeggiMesopotàmi culle della civiltà, passeggini della sapienza, ardito popolo delle primeve terre di mezzo quando gli hobbit non rompevano i coglioni, zuppi ne sono i sussidiari almeno fino a pagina trentasette di Tigri ed Eufrate. Mèsopotami di lingue strane i padri, ziguratti attorcigliati si inerpicano per la storia. Crollano le mura del Tempio di Gerusalemme la Santa, sotto gli sputi di Nabucodonosor il Re e loro, a casa, a bere birra, tanto la squadra è forte e vinciamo il girone. Mesòpotami bambini accàdi che fanno a biciclettate nel cortile, bambine assire ignude sulla riva del fiume, bambini accàdi che smettono di fare a biciclettate e si dirigono verso il...
LeggiOrdunque di li più belle stagioni la più bella comincia la primavera e di femminii esseri la via si riempie di cui il vulvaceo organo all’aere si protende coi unghipiedi smaltati il mondo a cognoscere. Torniti polpacci come terzini argentini, turgidi mammelli coi capezzoli puntuti di diversi modelli con carena o senza, di umana parvenza null’hanno a che fare altrimenti mi ci attaccherei volentieri. Niun sa qui a che fare fosti venuta bionda valchiria dilà dei Dardanelli, coi tacchi squillo seppoi una poesia ti regalo saresti così gentile da togliere lo scarpostivale da in su lo mio piede? Che io ce lo terrei pure che tu, denari mi chiedi per lo feticcio...
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