Dalle verdi colline di Hollywood

… si vede il deserto tutto intorno.

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Scritto il 14 Mar, 2019

Storie Dell’Altro Biglietto

Ti dico come andranno le cose, ascolta bene: tra poco ti sarai dimenticata di questa conversazione e un giorno capiterai a casa di un uomo, un amico, un fidanzato, non è dato saperlo al monento e, curiosando nella sua libreria, come sempre fai per fingere interesse, l’occhio ti cadrà su un libricino bianco dalle poche pagine, con il dorso squadrato, in un nero torvo, il titolo, scritto con un carattere dalle grazie eccessive, reciterà: Storie Dell’Altro Biglietto. In una pagina che sceglierai a caso ci troversi tutto quello che è stato detto oggi e piangerai, o forse riderai, in silenzio, perché fa ridere un uomo che dice quelle cose. Riporrai il libro...

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Come guadagnarsi il Paradiso

Scritto il 25 Feb, 2019

Come guadagnarsi il Paradiso

Nessuno ha mai visto la felictità, quella vera, se non ha visto il viso di quei bambini correre per quella stradina stretta di campagna incontro alla nonna appena scesa dalla corriera di ritorno dal paese, ché al paese ci si tornava solo per prendere la pensione e per i funerali – e quella volta non era morto nessuno – accaldata, sudata di una estate torrida e polverosa come sanno esserelo solo le estati della campagna del Sud, carica di sacchetti della spesa. Mia nonna, che non aveva studiato e aveva fatto una vita da bracciante agricolo, era furba e sapeva che noi sapevamo che in uno dei suoi mille sacchetti c’era il nostro regalo e lo teneva per se mentre...

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Un bordo dopo l’altro

Scritto il 7 Feb, 2019

Un bordo dopo l’altro

Non è tanto il tornare al freddo che mi preoccupa, al lavoro, alla routine, alla città, che a modo suo mi rassicura e mi coccola, ma sono i pensieri che ho lasciato in sospeso, i desideri, le mancanze, i pieni e i vuoti, riprenderli, riconsiderarli, districarli; è questo che mi fa venir voglia di restare qui. I ragazzi del lago dicono che lassù, tra i monti, in Italia, il vento sia più denso, che abbia un corpo diverso, a parità di misura vale di più in forza. Qui a Soma Bay è tutto più lieve, dicono, il vento è più leggero, meno consistente e anche il paesaggio che scorgiamo dall’auto è così, fine come la sabbia che si sposta in continuazione sotto...

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È autunno, ma pensavo peggio.

Scritto il 23 Set, 2015

È autunno, ma pensavo peggio.

Vorrei fotografarti ovunque, per strada di notte mentre cammini sotto la luce arancio dei lampioni, in controluce sulla finestra delle scale, mentre scendi e mentre sali, anche in ascensore, su Corso Genova quando piove, attraverso la vetrina di quel bar che ti piace tanto, le mani, i piedi, la faccia, la pancia ogni dettaglio del tuo corpo e come i magneti sul frigo farti a pezzi e poi ricomporti nella mia testa quando non ci sei, montarti e smontarti e combinarti con il sapore del vino, con quel giro sulla ruota panoramica e il mare, ricordare il tuo odore, basilico sugli spaghetti al pomodoro e sapere che ci sarai ogni volta che torno e che io ci sarò per te come non...

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Quattro stagioni.

Scritto il 10 Set, 2015

Quattro stagioni.

Era inverno quando entrasti nel locale per la prima volta. Faceva freddo e indossavi un cappotto giallo che finiva appena sotto le ginocchia. Anche se ero impegnato a fare altro – non ricordo cosa – era impossibile non notarti con quegli occhi sereno-variabile e il biondo dei capelli. Ti fermasti dall’altra parte del tavolo a parlare con un’amica, e la luce bianca del neon appiattiva i tuoi colori accesi, insoliti e inaspettati per l’autunno inoltrato. All’improvviso, ti voltasti sovrappensiero verso di me e la ciocca di capelli che ti copriva il viso fece scivolare fuori una guancia segnata da una lunga cicatrice che disegnava un...

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Inshallah

Scritto il 12 Mar, 2015

Inshallah

Ho incontrato una ragazza, la faccia più antica del mondo, più vecchia della Mesopotamia e del primo governo Giolitti messi insieme, gli occhi grandi come quei calici di vino che bisogna far respirare, tannici e scuri come la notte, gli zigomi più larghi delle spalle di Atlante, che la terra e il mare ci stanno sopra comodi e i capelli neri, confusi sulla fronte come la migrazione delle anatre. Ha un cappotto di panno a quadri, anche, e domani parte per un posto lontano, ma torna, dice, inshallah. Io l’ho baciata sulla bocca. Non si sa mai. (foto di Nima Fatemi)Share on...

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