Planet Terron

il mondo secondo Quentin

Un carburatore

14 luglio, 2010

Sono a ricoprire ogni angolo arso della tua pelle con la mia e lì, dove prima fu il sole, ora il sale del sudore comune segna solchi profondi e confusi, segni che si mescolano come sguardi. Guardo il soffitto, signora silente, nel sonno tra le tue cosce stanche e doloranti e ti costruisco come corpo [...]

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Roma a mano armata

18 maggio, 2010

Io non lo so mica come arrossisce una donna
le donne mi arrossiscono di spalle
le donne mi arrossiscono retro
mi si arrossano in volto e io no,
non posso guardarle
sono la poltrona su cui sono comodamente spalmate,
il loro culo sul mio ventre, basso
le loro braccia sulle mie braccia, basse
la schiena sul mio petto
un petto mastodontico, infinito, avvolgente
Io sussurro [...]

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Uomo come dico io

23 aprile, 2010

Mi fanno male le mani. Tengo stretto lo schioppo come se fosse una creatura il giorno del battesimo. Lo tengo stretto che provo paura, lo tengo stretto che mi scalda tutto il corpo su questo greppo infame, lo tengo stretto così non mi addormento. Queste mani sono forti che hanno mosso strumenti da quando erano [...]

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Dove finisce la terra

22 marzo, 2010

Chissà se le pietre antiche di questa città avranno memoria di me. Io non avrò memoria di loro. Queste pietre non mi appartengono, stanno lì, guardano me, io guardo loro, l’un l’altro indifferenti. Chissà se la mia terra natia avrà memoria di me. Io non penso. L’ho tradita la mia terra, quando ero giovane. L’ho [...]

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La fornarina bella

10 febbraio, 2010

La fornarina, la fornarina bella da cui mi servo tutte le mattine, è vestita di bianco e ha la cuffietta sui capelli. La fornarina bella ha la pelle di porcellana, quella pelle che sembra mai aver visto la luce del sole. Sarà la vicinanza della farina, tutto il giorno, a far diventare bianca e lucente [...]

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Fausto & Gabriele

5 febbraio, 2010

Gabriele credi a me, non è importante quanto cazzo c’e lo hai grosso, il cazzo. Non importa quanto tu lo sappia usare, quanto tempo glielo tieni dentro, quanto la fai godere, gridare, supplicare, invocare il nome di dio invano. Nulla di tutto questo importa, Gabriele. Certo, se ce lo avessi fiammeggiante e potente come il [...]

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Ci avevo uno scheitbòrd

4 gennaio, 2010

Quando ero piccolo erano gli anni ottanta e volevo lo scheitbòrd. Si sa che negli anni ottanta bastava volere una cosa che quella arrivava. Erano belli gli anni ottanta, gli anni della mia gioventù. Io volevo uno scheitbòrd, lo volevo proprio, negli anni ottanta. Un mio compagno di scuola, che ci aveva lo zio americano, [...]

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Come Napoli

27 dicembre, 2009

Conosco una smilza, stasera. Ballerina classica e studente di filosofia. Non ha tette, è piatta come una tavola per stendere la pasta, quasi buona per farci le orecchiette sopra. Ha degli occhi grandi, la smilza, marroni, profondi come il cuba libre che bevo e uno sguardo che ti punta come a dire – “ebbè, non [...]

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