Dalle verdi colline di Hollywood

… si vede il deserto tutto intorno.

La storia di come si ruppe il tempo.

Scritto il 4 set, 2011

La storia di come si ruppe il tempo.

Aveva dei pantaloni stretti in vita e indossava una maglietta bianca altrettanto aderente che le metteva in mostra il piccolo seno e le anche sporgenti. Io ero seduto mentre lei si dondolava proprio di fronte alla mia faccia. I capelli erano scuri, non neri, e cadevano sulle spalle da una parte, raccolti in un’onda precaria che si disfaceva sotto il mio sguardo. Il suo viso ospitava degli occhi grandi e verdi e un naso importante e le labbra, quelle erano giuste, niente da dire. Era alta, me ne accorsi dopo, quando si mosse verso la gente che affollava il vagone del metrò. In media dava ad ognuno una decina di centimetri. Era indubbiamente bella, pensai, e stava...

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Pelle allungata

Scritto il 6 lug, 2011

Pelle allungata

(Posizione) Mi chiese cosa avessi lì, poggiandomi la mano sul fianco sinistro, poco sopra la cresta iliaca. (Cause) Le risposi che non era niente ma lei, incuriosita, accese la piccola lampada sul comodino. S’era fatto scuro da poco in quella estate lenta, e ci eravamo afflosciati sul letto lasciando che il cielo imbrunisse pigramente alla finestra. Era la prima volta che stavamo insieme e non avevo intenzione di turbare la quiete del momento rispondendo a quella domanda inaspettata. La storia violenta che aveva segnato quella porzione del mio corpo non pareva adatta alla situazione, soprattutto perché c’era lei, un’ex fricchettona sorridente e morbida, ancora...

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Finché non resta niente.

Scritto il 9 mag, 2011

Finché non resta niente.

Ad un certo punto capisci di aver perso un sacco di tempo perché hai sempre cercato nel posto sbagliato le cose sbagliate. Le cose buone e belle, quelle giuste per te, il tempo esatto, i pensieri lisci. Ti convinci che siano belli gli animali scolpiti nelle fontane di alabastro che zampillano acqua nei giardini arabi, quelli che appaiono per consonanza con il resto, o che risaltano per contrasto in mezzo allo scuro delle piazze cittadine. Poi, un bel giorno, ti accorgi che l’amore non sta lì di casa, da mai. L’amore sta nelle cose inesatte, in quelle storte, in quelle che non c’entrano niente. Ti sorprendi, così, d’un tratto, ad ammirare gli...

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Carta da musica e suono di bilancia

Scritto il 25 apr, 2011

Carta da musica e suono di bilancia

Don Antò, voi lo sapete, io non so fare molto, il mestiere mio è la musica, quella capisco. L’ho imparata da mio nonno, primo clarino al teatro San Carlo. Voi siete un poeta, invece, uno che ha studiato e ci sa fare con le parole. Siamo due che nella guerra possiamo combinare poco, se non nulla. Io tengo paura pure del vento leggero che scende alla sera da Capodimonte, figuriamoci di quest’aria insopportabile mischiata di piombo, polvere e fuoco. Da soli non possiamo fare niente in questa confusione, al massimo comporre una marcetta. Non ridete Don Antonio, sto parlando seriamente. Pure una canzone può aiutare a fare la guerra a chi altro non tiene. “Femmine,...

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Dioritmo.

Scritto il 30 mar, 2011

Dioritmo.

Sogno la sveglia che suona. Sogno che mi sveglio. Ho ancora qualche minuto, mi riaddormento, tanto è un sogno. A chi non è mai capitato almeno una volta? Mi risveglio di soprassalto (oddio, soprassalto) consapevole che la sveglia ha suonato per davvero. Un classico. Guardo l’orario e sono in ritardo spaventoso per il lavoro. Bestemmio e mi rassegno contemporaneamente all’evidenza ma intimamente me ne fotto. Esco sconsolato dalle coperte, stanco, eppure ieri sera non ho fatto particolarmente tardi, sarà che non ho metabolizzato ancora il cambio d’ora. Sarà quello, mi dico. Mi dirigo verso la macchinetta del caffè, la metto a scaldare e intanto tengo d’occhio...

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Come indossare un cappotto di pelliccia di cammello in estate.

Scritto il 5 mar, 2011

Come indossare un cappotto di pelliccia di cammello in estate.

C’ho il nervosismo, quello del tempo che passa, quello che lei in questo tempo non c’è, quello che ti prende alla sprovvista la mattina presto e non te lo togli di dosso per tutta la giornata, quello dei film visti e rivisti, della cucina per non pensare, della musica hardcore allo stereo, del mi faccio la barba e i capelli e il caffè, del mi vesto bene e resto seduto sul divano, quello di un’altra sigaretta, dell’adesso la chiamo ma no non la chiamo, del nervosismo che mi mette nervosismo, del pensiero fisso, del che non me lo ricordo l’ultima volta che ero così nervoso avrò avuto vent’anni, dell’ultima volta che ho avuto...

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