… si vede il deserto tutto intorno.
Ti osservo al mattino sbiadire alla luce del sole che buca la finestra della cucina. Ti osservo mentre rubi il profumo al geranio di plastica trovato in soffitta. Ti osservo mentre scolori come una vecchia foto scattata di sorpresa e incollata sul frigo, disponibile al tempo che passa e agli occhi distratti dell’abitudine. Mi piace guardarti mentre prepari la colazione, immersa nel fumo del tè caldo, con le spalle grandi nella vestaglia scura, le scapole ossute a tendere la tela, i capelli raccolti sopra il collo piegato come a prendere le misure al giorno che arriva. Mi piace guardarti così, impossibile da sgualcire, come un ricordo d’infanzia. Mi...
LeggiHai lasciato la pelle bianca sul porto di terraferma e sei venuta a caccia di questa roccia distante annegata in mare. Hai viaggiato malferma verso sud-ovest su un gozzo di pescatori. Altro qui non passa. Altro qui non arriva se non trascinato in catene o sciolto nella corrente. E’ mattina, il sole ti arrossa la pelle e stai un po’ curva contro il soffio di libeccio che ti schianta il petto. Qualcosa nell’aria cambia in spessore e densità mentre ti avvicini. E’ la diversa forma del tuo corpo battuto dagli elementi che io sento venire. Sono gli schizzi di acqua in frantumi sulla chiglia che colpiscono l’attracco a portare in anticipo il tuo...
LeggiEntri leggera nella mia giornata e ti metti tra il sonno e il rumore della città che si muove. Capelli bruni, tagliati dritti, occhi tondi che ti guardano simmetrici. Pianti lì una parola, un sorriso, e fai germogliare il seme del pensiero ancora sopito. Cresce questo seme inconsapevole e diventa pianta, fiorisce e poi si sparge intorno e il vento e gli uccelli lo portano altrove. Sei fatta di terra, unita alla terra resti. L’aria mossa della piana ti incontra, ti chiude gli occhi, ti allarga le narici, mentre respiri il cielo pesante. Cosa ti lega a questo suolo? La voglia di ritornare, mi dici. L’inquietudine e la passione del viaggio al contrario ti animano la...
LeggiPreparo la borsa per le vacanze e ti ci butto dentro, ti adagio piana sui vestiti leggeri, sui libri da leggere, ti metto in cima così non ti sgualcisci sotto il peso del resto. Ti metto in cima e ti porto addosso, sui treni, sulle corriere, per la strada che percorro a piedi sotto lo schianto del sole e, appena arrivo al mare, ti tiro fuori. Appena arrivo al mare ti tiro fuori e ti ci butto dentro e ti nuoto, ti tuffo, ti bevo, salata, e poi torniamo insieme come onda sulla sabbia e ti faccio castello o vulcano e ti scavo, in profondità, come facevo da bambino, finché ti ritrovo acqua che spunta dalla terra e ricominciamo tutto da capo. Poi, dopo, vado a farmi una...
LeggiNon so qual è il tuo nome ma con il tempo ho imparato a chiamarti. Ossessione. Ho bisogno di te come l’acqua per vivere. Quando manchi appassisco, mi secco e fumo. Fumo triste appoggiato ad un muro controvento. Chiedimi gli occhi, anche solo per farli rotolare giù dalle scale. In cambio regalami una tua foto. (…quando la domenica vado al cinema a vedere questa roba. Foto originale...
LeggiIl sole è netto, tondo e preciso e sta a tre quarti di cielo sopra la valle. E’ il primo sole dopo settimane di pioggia e nuvole scure che ci hanno costretto dietro le finestre. L’ombra della vecchia abazia scurisce la mezza collina sottostante. Siamo decisi a goderci questo caldo inaspettato senza risparmiarci. Le scarpe sbagliate e i pantaloni lunghi e scuri ci danno impiccio. Abbiamo tirato via le maglie perché questo sole va ringraziato per il regalo che ci sta facendo. Ci facciamo carezzare volentieri dal vento e carezze sono anche i rami bassi dei pini che ci vengono incontro sul petto mentre percorriamo il sentiero. Le dita affusolate dei cespugli...
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