Non è con le chiacchiere che uscirai da questa merda

Jules Winnfield - Pulp Fiction

La mezza stagione.

Sei la terra profumata che manca sotto i piedi, la fredda risacca del mare che rincorre le caviglie, sei la sabbia calda d’estate che punge le ginocchia, la palla che rimbalza strana sulle cosce di un bambino per strada. Sei il caldo di cui ho bisogno sotto la pancia. Sei la mezza stagione. Sei la colazione a letto, il caffè caldo, lo zucchero a velo della brioche che imbianca il petto tra le lenzuola del sabato mattina. Sei la frase più bella di Walt Whitman, sei la chitarra all’inizio di quel pezzo dei Massimo Volume, sei quella notte di maggio a Madrid, il cielo azzurro sopra Berlino, un piano-sequenza di Wim Wenders, il cappello buffo di una maschera di...

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Me

Braccia rubate alla terra del sud, fine intelletto sottratto alla mala, vive stoicamente in quel di Perugia dove fa cose di computer e calcetto. Ha appena cambiato radicalmente la sua vita comprando un microonde in saldo. Cintura nera di carbonara, ama le caviglie fini, odia i nani (in doppiopetto) e le ballerine (ai piedi). Puoi incontrarlo nei peggiori bar di Caracas ma non il mercoledì di Coppa.