Non è con le chiacchiere che uscirai da questa merda

Jules Winnfield - Pulp Fiction

La casuale o forse no presenza di Benicio Del Toro nella mia vita

Sono giorni ruvidi, giorni indecisi, dispari come il mese di Gennaio, in bilico tra il nuovo che stenta a cominciare e il vecchio che non va via, arruffati come la coperta che tengo sul letto, ché non si sa mai se è caldo o freddo durante la notte. Sono raffreddato, la colpa è di una serata da bar e dal tempo mite, di un giro in moto col vento addosso e troppo pochi vestiti. Non dormo bene e mangio dal cinese di Viale Abruzzi. La sera, dopo il lavoro, vedo film già visti. Per carità, film belli di alcuni anni fa: Savages di Oliver Stone e Snatch di Guy Ritchie. In tutti e due, ci penso ora, c’è Benecio Del Toro, un gran figo da giovane ora un po’...

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Me

Braccia rubate alla terra del sud, fine intelletto sottratto alla mala, vive stoicamente in quel di Perugia Milano dove fa cose di computer e  calcetto di correre. Ha appena cambiato radicalmente la sua vita comprando un microonde in saldo. Cintura nera di carbonara, ama le caviglie fini, odia i nani (in doppiopetto) e le ballerine (ai piedi). Puoi incontrarlo nei peggiori bar di Caracas ma non il mercoledì di Coppa.

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Un video di Francesca Lolli a cui ho prestato delle parole

[dallo stesso autore di]

Bruttochef.it