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Il trenino del sazuera

Meglio in mezzo ad una gang bang che solitari alla guida del trenino del sazuera”

recita un vecchio adagio. I reduci del cenone di capodanno potranno confermare. Il perché è facile capirlo. Il trenino, per antonomasia, non ricongiunge mai la motrice con la coda. Qualora lo facesse diventerebbe inevitabilmente una ruota panoramica. Non è che io abbia qualcosa contro i trenini o le ruote panoramiche, figuriamoci. Da piccolo volevo fare il capostazione del luna park del mio paese, ma poi arrivò Silvio Berlusconi.

Diciamo che, per capirci, l’avvilupparsi congiunto di membra di membri indistinti, qualunque sia il significato del termine “membri”, conserva in sé il fascino dell’ignoto che solo il principio di indeterminazione di Heisenberg è in grado di rendere adeguatamente per cui:

non è possibile conoscere simultaneamente e con certezza la posizione e la qualità della gnocca all’interno di un orgia”.

Volte mettere? Da questo assunto nacque tra l’altro la pornografia quantistica e la figura geometrica non euclidea dello sferoide scrotale, tanto caro al regista Ras Meyer.

Per il trenino tale principio non è verificabile, rispondendo questi, come è noto, alle leggi della pornografia classica dando come risultato una forma geometrica indefinita, conosciuta come fila alle poste quando non c’era il numeretto.

Spieghiamo, ai non addetti ai lavori, le ragioni storiche e culturali di queste differenze poiché quelle matematiche sono a noi imperscrutabili.

Anche se per taluni soggetti quindi, calpestarsi vicendevolmente i talloni in un trenino del sazuera, rischiando di finire balordamente di faccia per terra, dovendo stare oltremodo attenti a non essere calpestati da una mandria di gnu in migrazione con dello spumante Vecchia Riserva della Conad in mano, possa avere un certo fascino, è innegabile che la forma geometrica che esso riproduce, per quanto imprevedibile nel risultato, si conforma inevitabilmente agli assunti della prima legge di Gattinoni-Sanzfeld ovvero:

per quanto ci si possa muovere va a finire che siamo o io d’avanti e tu dietro e al massimo ci possiamo scambiare di posto.”

Vale a dire che ognuno, nel trenino, occupa un posto determinato e per quanti vagoni possiamo aggiungere o togliere o scambiare di posto, ogni vagone ha coscienza di dove è posizionato se stesso rispetto agli altri e di dove il treno stia andando.

Una metafora perfetta del rapporto di coppia eterosessuale, non trovate? Indi per cui il trenino è tollerato dalla Chiesa, infatti nelle feste Scout e dell’Azione Cattolica va per la maggiore, mentre con la Terza Encliclica di Papa Subasio IV del 1214, conosciuta anche come “De Limitatzio Inculatzio”, tutti coloro che si supponesse avessero partecipato ad una gang bang sarebbero stati sottoposti, per ottenere una confessione, a terribili supplizi come quello di essere condotti per i bagni di Montecitorio al guinzaglio da un ministro Brunetta con in dosso i soli tocchi a spillo e le calze a rete. Venivano usate anche altre torture, non risulta però, dall’ampia documentazione rinvenuta nelle biblioteche vaticane, a fronte di migliaia di confessioni, alcun utilizzo della violenza per estorcere ammissioni di colpa.

Nel diritto canonico è altresì prassi, almeno fino al 1600, equiparare la condizione peccatoria del capofila del trenino, altresì noto come “il coglione d’avanti”, a quella dei sodomiti di gruppo e ai danzatori di macarena. Il Wolfowitz-Rice, famoso manuale di tecnica interrogatoria in dotazione all’Inquisizione prevedeva, infatti, per estorcere confessioni ad un presunto sodomita, la costrizione dell’imputato ad ingurgitare ettolitri di birra Dreher e vagare per i bagni di Montecitorio in cerca di un servizio libero mentre l’onorevole Gardini continua a cacciarti via.

Fu proprio da qui, e dall’evidente disparità di trattamento riservata ad un supposto partecipante ad un’orgetta rispetto a quella del “primo del trenino” e, considerato il fatto che quest’ultimo si diverte, se di divertimento si può parlare, solo la metà di un altro partecipante qualsiasi al trenino ed ancora, considerato soggettivo il divertimento causato dalla sola possibilità di prenderselo nel culo, il buon volgo, non sapendo di diritto, cosa pensiate abbia scelto per divertirsi durante le buie notti dell’inverno medioevale? Da qui il detto di cui sopra: “Meglio in mezzo ad una gang bang che solitari alla guida del trenino del sazuera “.