Quattro stagioni.

Scritto il 10 set, 2015

Quattro stagioni.

Era inverno quando entrasti nel locale per la prima volta. Faceva freddo e indossavi un cappotto giallo che finiva appena sotto le ginocchia. Anche se ero impegnato a fare altro – non ricordo cosa – era impossibile non notarti con quegli occhi sereno-variabile e il biondo dei capelli. Ti fermasti dall’altra parte del tavolo a parlare con un’amica, e la luce bianca del neon appiattiva i tuoi colori accesi, insoliti e inaspettati per l’autunno inoltrato. All’improvviso, ti voltasti sovrappensiero verso di me e la ciocca di capelli che ti copriva il viso fece scivolare fuori una guancia segnata da una lunga cicatrice che disegnava un arco di cerchio a partire dalla propaggine esterna dell’occhio e si dilungava verso la bocca ma senza lambirla. Non era profonda, anzi, era appena visibile, tanto che cercai di guardar meglio. Cercai di mettere a fuoco il tuo viso senza dartelo a vedere, poiché mi pareva sconveniente che tu potessi notare il mio interesse, che poteva essere scambiato per invadenza verso un particolare così intimo. Quella visone mi colpì molto. Poi capitasti lì un’altra volta – era passata una stagione intera – ed era primavera, una di quelle sere in cui i primi caldi iniziano a scavalcare l’umido e il freddo di questa città, ed eravamo casualmente seduti vicini. Fino ad allora avevamo scambiato parole di cortesia, qualche battuta, qualche sorriso ma nulla di più. Il rumore intorno era alto, si brindava a qualcosa – ma non ricordo a cosa – e io bevevo un liquore allo zenzero mentre tu un bicchiere di vino bianco. Indossavi una canottiera chiara portata dentro una gonna a vita alta e scoprivi il collo con naturalezza tirando indietro i capelli. Non ero abbastanza vicino da sentire che profumo avessi, anche perché l’odore pungente e dolciastro dello zenzero era molto forte. Avevi tutta l’aria di una che sa di arbusti di montagna, il miele d’alpeggio, d’acqua di torrente e di ghiaccio. Soprattutto di ghiaccio, pensai. Ormai è estate, guardo dentro il congelatore e inevitabilmente mi manchi.

foto di http://www.achildafter40.com/

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